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Commenti

  • Paola Biasin ha scritto Altro
    Essere genitori e non amarsi: difficile!... Domenica, 14 Giugno 2015
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    Oh come mi... Venerdì, 05 Dicembre 2014
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    Perchè stupirci?
    E' un problema quello... Domenica, 24 Novembre 2013
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    Neppure la giornata sui diritti... Sabato, 23 Novembre 2013
  • Paola Scalari ha scritto Altro
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    Ragazze Invisibili
    Una brutta,... Mercoledì, 20 Novembre 2013
  • Michela ha scritto Altro
    Io penso...
    Nel film "Il ladro di... Lunedì, 18 Novembre 2013

Maiolo

L'arte di negoziare con i figli
di Giuseppe Maiolo e Giuliana Franchini
Edizioni Erickson, 2015

 

Giuseppe Maiolo e Giuliana Franchini ci hanno abituati a libri chiari ed onesti. L'arte di negoziare con i figli rientra in questa tradizione offrendo, in contemporanea, brevi assaggi delle loro capacità narrative e approfondite disamine del tema che esplicitano nel sottotitolo dal genitore “bancomat” al genitore competente.

Gli Autori ci offrono infatti un testo semplice e nello stesso tempo completo. È semplice il leggerlo perché la scrittura fila via liscia agevolando il lettore. È completo il loro argomentare perché raccoglie i passaggi della trasformazione del ruolo genitoriale dimostrando come, oggi, esercitare le funzioni educative richieda nuove competenze. Ed è su queste abilità delle madri e dei padri che poi il testo si sofferma.


Ogni capitolo analizza in modo esauriente la motivazione che dovrebbe sostenere un genitore sufficientemente buono, come loro stessi dicono richiamando la famosa definizione di Donald Winnicott, ad accettare le sfide che i figli pongono. In questa rassegna di atteggiamenti, volti a far crescere i figli, compito complesso come ci ricordano gli Autori, sono particolarmente interessanti gli snodi tra vecchie modalità relazionali improntate ad una desueta autorevolezza e nuove prospettive affettive volte a considerare il figlio una persona che, seppur ancora bisognosa di guida per lasciare l'onnipotenza e le spinte pulsionali, va trattata con dignità. Il senso di rispetto per il bambino e il ragazzo traspare quindi in ogni indicazione che Maiolo e Franchini suggeriscono ai genitori. Ma è un rispetto che vorrebbero poter mantenere anche verso gli adulti a cui parlano. È quasi con pudore perciò che offrono spunti per impartire regole, imporre limiti, determinare strategie. In quanto psicoterapeuti sono infatti consapevoli che indicando azioni e comportamenti adeguati mettono contemporaneamente in rilievo le difficoltà degli adulti che oggi si curano dell'educazione dei più piccoli. E a questi adulti vuoti, confusi, chiusi e persino alle volte violenti vorrebbero proporre appigli al fine di renderli più coerenti e capaci. Nel farlo quindi declinano atteggiamenti e azioni che potrebbero trasformare le capacità educative di chi si sente impotente di fronte all'irruenza dei ragazzi. Contemporaneamente però tengono conto di come gli strumenti proposti siano estremamente sofisticati. La capacità di ascolto, la possibilità di stabilire un contatto empatico, la voglia di dialogo e il bisogno, più volte richiamato, di accettare lo scontro infatti richiedono una maturità emotiva che gli Autori si auspicano, ma che sanno essere davvero rara. Il libro perciò contribuisce a scovarla nell'animo di ognuno, sollecita la ricerca personale dell'ingrediente che credo rappresenti l'elemento base del loro discorso: la pazienza.

Nella metafora che utilizzano per far comprendere il significato della negoziazione infatti richiamano il mercanteggiare del baratto, trasformatosi in arte di contrattare il costo di qualsiasi oggetto, tipico del mondo arabo. Quel fare e rifare il prezzo fino a determinarne uno conveniente per chi vende e per chi acquista richiede un dedicarsi pazientemente all'impresa.

Potrà un mondo dell'ipermercato dove tutto si prende senza nessuna relazione affascinare i lettori inducendoli a ritrovare il piacere dello stare con i figli, del sostare sui loro problemi, del giocare con le loro richieste?

Gli Autori lo auspicano, credono e sostengono. E noi con loro perché compaia all'orizzonte una nuova generazione di genitori che si appassionino all'arte dell'educare.

Paola Scalari, psicosocioanalista e psicoterapeuta
Francesco Berto, scrittore e formatore

 

 

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Paola Scalari
è psicologa, psicoterapeuta, psicosocioanalista, docente in Psicoterapia della coppia e della famiglia alla Scuola di Specializzazione in Psicoterapia della COIRAG e di Teoria e tecnica del gruppo operativo in ARIELE psicoterapia. Docente Scuola Genitori Impresa famiglia Confartigianato.
Socia di ARIELE Associazione Italiana di Psicosocioanalisi. E’ consulente, docente, formatore e supervisore di gruppi ed équipe per enti e istituzioni dei settori sanitario, sociale, educativo e scolastico.
Cura per Armando la collana Intrecci e per la meridiana la collana Premesse… per il cambiamento sociale, ed è consulente delle riviste Animazione sociale del gruppo Abele, Conflitti del CPPP, Io e il mio Bambino, Sfera-Rizzoli group.
Nel 1988 ha fondato i "Centri età evolutiva" del Comune di Venezia per sostenere la famiglia nel suo compito di far crescere i figli e si è occupata della progettualità del servizio Infanzia Adolescenza della città di Venezia.
Insieme a Francesco Berto ha recentemente pubblicato per le edizioni La Meridiana: "Adesso basta! Ascoltami. Educare i ragazzi al rispetto delle regole." (2004), "Fuggiaschi. Adolescenti tra i banchi di scuola." (2005), "Fili spezzati. Aiutare genitori in crisi, separati e divorziati." (2006), "ConTatto. La consulenza educativa ai genitori." (2008), "Padri che amano troppo." (2009), "Mal d'amore. Relazioni familiari tra confusioni sentimentali e criticità educative." (2011), "A scuola con le emozioni - Un nuovo dialogo educativo" (2012), "Il codice psicosocioeducativo" (2013), "Parola di Bambino. Il mondo visto con i suoi occhi." (2013).

Educare è insegnare ad avere fiducia nel mondo che verrà, a investire positivamente le proprie capacità, a sognare e faticare per realizzare le proprie speranze di vita. Una scuola attiva, formativa, lo sa.
La scuola attiva e formativa è la scuola che tutti noi vorremmo avere per i nostri bambini e ragazzi ma sembra essere lontano anni luce da quello che incontriamo quotidianamente. Prevale una lamentazione diffusa: insegnanti che si lamentano della famiglia dei propri alunni, genitori che difendono tout court i figli e non sembrano comprendere la necessità di un apprendimento basato su aspetti cognitivi, cooperativi ed emotivi. Si trova tanta demotivazione e ancor più rassegnazione, al punto da creare una sorta di imprinting alla rassegnazione anche nei bambini.
Questo libro, curato da Paola Scalari e scritto da insegnanti, pedagogisti, psicologi ed educatori ha il compito da un lato di fare una fotografia critica del presente, dall'altro di proporre buone pratiche per una scuola dell'oggi e del domani. Le buone pratiche sono basate su teorie consolidate ma non ancora applicate in maniera sistematica e consapevole: Bauleo, Pagliarani, Bleger, Freinet, Milani e, per citare il mondo attuale, Canevaro e Demetrio.
Si tratta di pratiche che tengono conto della possibilità di costruire una scuola che aiuti a pensare, dialogare, dar forma. Una scuola basata sull'ascolto, su modalità cooperative, dove bambini e ragazzi possano sentirsi liberi di esprimersi ma anche di prendersi responsabilità in base alle loro competenze. Una scuola che sa mettersi in relazione con i bambini e che sa creare basi per una coesione tra adulti che condividono l'educazione dei figli e degli allievi.
A scuola con le emozioni è rivolo agli insegnanti e ai genitori, ma anche a educatori e psicologi. Com'è il mondo visto con gli occhi del bambino? E' una domanda a cui dovrebbero saper rispondere soprattutto gli educatori dei bambini (oltre che i genitori, auspicabilmente), le maestre e i maestri di vari livelli, coloro che sono impegnati a far crescere i piccoli, ad indicare loro la strada per diventare adulti, per imparare a vivere. Una bella risposta alla domanda è contenuta nel libro "Parola di bambino" scritto da Paola Scalari e Francesco Berto, edizioni la meridiana (premesse... per il cambiamento sociale). La collana, per altro, è curata dalla stessa Paola Scalari che venerdì 14 alle 18 sarà alla libreria Einaudi di Trento in piazza della Mostra.

"Il conflitto che i bambini esprimono con le loro paure richiede l'amore di tutta la nostra intelligenza", scriveva lo psicanalista Luigi Pagliarani negli anni Novanta. Fondatore e presidente di ARIELE (Associazione Italiana di Psicosocioanalisi), Pagliarani, ha lasciato una profonda traccia del suo pensiero tanto che, molti dei suoi, allievi, ora psicanalisti e psicoterapeuti, hanno costituito la Fondazione a lui dedicata (www.luigipagliarani.ch). Fra questi Carla Weber che, venerdì 14, sarà in conversazione con Paola Scalari, co-autrice del libro. Suddiviso in quattro parti, "Alfabetizzazione sentimentale" la prima, "Chiamale emozioni" la seconda, "Il legame familiare" la terza e "Immagini spontanee, volare in alto" la quarta, "Parola di bimbo" non racconta, evoca, "mobilita cioè, poeticamente, la condizione di figlio che è l'elemento unificante l'umanità". Per gli studiosi che fanno riferimento a Luigi Pagliarani, gli autori del libro e coloro che fanno parte dell' associazione "Ariele", oltrecché della Fondazione, "la possibilità di ogni bambino di costruire un buon legame con sé stesso e con il mondo esterno va iscritta nei rapporti tra genitori, nei vincoli tra famiglie, nel tessuto vitale di un territorio, nell'attenzione creativa del mondo scolastico e nelle buone offerte del tempo libero". Sostengono gli autori del libro che "un adulto significativo nella crescita dei minori sa rimanere in contatto con la parte piccola, sensibile, fragile, incompiuta di se stesso". Solo così è possibile riconoscere ed identificarsi con le fatiche emotive dei bambini e aiutare il piccolo a "mettere in parole le emozioni". Non un percorso facile perché presuppone, da parte dell'adulto, la capacità di instaurare un livello comunicativo fra sé e il piccolo, visibile e invisibile, fra la mente di chi è già formato e la psiche di chi deve ancora formarsi. Una sfida bella, premessa necessaria per un mondo umano più equilibrato e meno sofferente. Il libro è il risultato di una ricerca sul campo fatta con i bambini e, nelle pagine sono contenute anche le loro osservazioni, le riflessioni su alcune questioni poste dall'educatore. Una postfazione di Luigi Pagliarani contribuisce a centrare ancor più il tema perché i due verbi da coniugare in ambito educativo sono "allevare e generare. Il grande - che sa ed ha - con l'allevare dà al piccolo quel che non sa e non ha. Qui c'è una differenza di statura. Nel generare questa differenza sparisce. Tutti contribuiscono a mettere al mondo, a far nascere quel che prima non c'era...". Un libro utile a educatori, genitori e adulti che vogliano rapportarsi con successo con i piccoli.